
Valditara, siamo noi che bocciamo te. Ti bocciamo come studentesse, studenti e student* ma anche come operatori scolastici, insegnanti precari. Il dissenso, esplicato in maniera matura e non conflittuale, da parte di tre singolarità che durante la prova orale hanno deciso di non effettuarla esprimendo preoccupazioni rispetto al corpo docenti e al sistema che hanno oggettivamente dovuto subire per almeno 5 anni, è un diritto e un dovere di chi si prende cura della scuola. E chi se non chi la vive ogni giorno? La domanda suona spontanea: qual’è l’emergenza per chiamare un nuovo decreto di riforma del esame di Stato (già di per sé vetusto e non in linea con le esigenze pedagogiche odierne) imponendo la bocciatura a chi (cito testualmente) farà “scena muta”?.
Qui non c’è una “scena muta” ma il grido di alcune persone che, dopo aver affrontato le prove scritte raggiungendo i crediti sufficienti per la promozione, in sede di colloquio protesta, con tanto di motivazioni ben delineate, contro il ministero e contro la commissione d’esame.
La maturità non la si raggiunge reprimendo il dissenso, la si raggiunge facendo evolvere il pensiero critico per un mondo più equo e più giusto, caro Ministro. Ma forse non è questo il vostro obiettivo.
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