
Le immagini che arrivano dalla Fiera delle Armi di Parma svoltasi a fine Marzo 2026 sono agghiaccianti: bambini, bambine fatti entrare gratuitamente (Under 12 nda) e lasciati in mezzo ad un catalogo di morte, la possibilità di imbracciarle, usare i mirini ed in alcuni video pure sparando con quelle che dai frame si identificano come scaccia-cani o comunque armi leggere.
La corsa agli armamenti non poteva raggiungere livello più tossico: mettere delle persone giovanissime ed ancora non del tutto capaci di interpretare, in mezzo ad una mostra dove si vendeva pure FN Herstal che produce le mitragliatrici montate sopra i Merkava Tank: quelle che hanno ucciso la bambina palestinese Hind Rajab, per dirne una. Gli organizzatori avevano promesso e ripromesso che nessun bambino o bambina avrebbe mai potuto “toccare” quei “prodotti”, ma al netto che credere a tali promesse è come credere ai corvi bianchi in cielo, non si doveva proprio fare la fiera. Il concetto è diverso. E benché meno far entrare persone così giovani.
Metal-detector a scuola, arruolamento nelle aule spacciato per stage formativo, spazi aggregativi che si contano sulla dita di una mano, scuola martirizzata, periferie abbandonate e i social che si nutrono di preferenze umanoidi per trasformarle in algoritmi pensieri. Vogliono armare i nostri figli e le nostre figle. Vogliono ficcargli nel cervello che “è tutto normale”. Ma non lo è, dannazione! Non lo è!
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