Calendario Militante

4 Agosto

La morte di Francesco Mastrogiovanni e la tortura del T.S.O. (2009)

Il documento dell’atto di contenzione e il decesso dell’insegnante anarchico Il 4 agosto 2009 documenta il compimento di uno dei più atroci episodi di abuso istituzionale della storia recente: la morte di Francesco Mastrogiovanni, insegnante di 58 anni, presso il reparto psichiatrico dell’ospedale di Vallo della Lucania. Le fonti video delle telecamere di sorveglianza, che documentano l’intero calvario, certificano che l’atto del decesso avvenne dopo 87 ore di ricovero, di cui oltre 82 ore passate in stato di contenzione meccanica (legato mani e piedi al letto). Il fatto documenta che Mastrogiovanni, prelevato con un dispiegamento di forze sproporzionato mentre si trovava in spiaggia per aver cantato canzoni di critica politica, portò a compimento la sua agonia in totale stato di abbandono, senza che i medici o gli infermieri intervenissero per idratarlo o liberarlo. Questo atto certifica il documento di una “morte di Stato” in cui la diagnosi psichiatrica è stata utilizzata tecnicamente come strumento di neutralizzazione di un soggetto politico non conforme. L’atto della condanna giudiziaria e la responsabilità medica Il documento delle sentenze processuali certifica il compimento dell’atto di condanna per i medici e gli infermieri coinvolti, documentando tecnicamente il reato di sequestro di persona, falso ideologico e morte come conseguenza di altro delitto. Le fonti documentano che, nonostante l’evidente natura politica del prelievo forzato (ordinato dopo che Mastrogiovanni era stato etichettato come “noto anarchico”), l’atto della giustizia non ha portato a compimento la condanna dei carabinieri né delle autorità politiche locali. Questo fatto documenta la persistenza di una zona grigia nel diritto italiano in cui il T.S.O. può essere trasformato tecnicamente in un atto di tortura legalizzata, portando a compimento la violazione sistematica dell’articolo 32 della Costituzione e dei diritti umani fondamentali.

La strage dell’Italicus e la strategia della tensione (1974)

Il documento tecnico dell’attentato ferroviario Il 4 agosto 1974, alle ore 01:23, documenta il compimento dell’atto stragista sul treno espresso Roma-Brennero “Italicus”. Le fonti tecniche certificano che un ordigno ad alto potenziale a base di termite, posizionato nella vettura numero 5, esplose nei pressi della galleria dell’Appennino a San Benedetto Val di Sambro. Il fatto documenta che l’atto della deflagrazione causò la morte di 12 persone e il ferimento di altre 48. Il documento dei rilievi certifica che solo il recupero di tre minuti di ritardo del treno evitò che l’esplosione avvenisse nel cuore della galleria, il che avrebbe portato a compimento un massacro di proporzioni ancora più vaste. Questo atto certifica il documento dell’eroismo del ferroviere Silver Sirotti, morto tra le fiamme nel tentativo di soccorrere i passeggeri, e il mancato compimento dell’attentato contro Aldo Moro, sceso dal treno pochi minuti prima della partenza.L’atto della matrice neofascista e il ruolo della loggia P2 Il documento delle commissioni d’inchiesta, in particolare della Commissione P2, certifica il compimento di una connessione organica tra l’atto stragista e gli ambienti dell’estremismo di destra (Ordine Nero). Le fonti documentano che la strage si inserisce tecnicamente nella Strategia della Tensioni, volta a destabilizzare il quadro politico italiano tramite l’uso del terrore indiscriminato. Il fatto documenta l’atto del depistaggio istituzionale che portò, nel 1992, alla sentenza di assoluzione definitiva per i principali indagati, lasciando il compimento della giustizia incompiuto. Questo atto certifica tecnicamente il legame tra la strage dell’Italicus e quella di Piazza della Loggia, documentando la natura eversiva di apparati dello Stato collusi con la criminalità politica fascista.

Cronologia Libertaria

  • 1872 – Italia: a Rimini iniziano i lavori del congresso che riunisce le sezioni italiane dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori. I delegati, in rappresentanza di 21 città , rispondono ai nomi di Carlo Cafiero, Andrea Costa, Giuseppe Fanelli, Errico Malatesta ecc. La conferenza si conclude il 6 agosto, dopo la risoluzione con la quale si intende creare una Federazione Italiana dell’Internazionale. Opponendosi al consiglio generale di Londra (marxista), la Federazione rifiuta di partecipare al congresso di Le Havre del 2 settembre, segnando così una definitiva frattura tra marxisti e anarchici.
  • 1901 – Spagna: a Jumilla nasce Juan Manuel Molina Mateo, anarcosindacalista spagnolo.
  • 1920 – Spagna: a Valencia viene ucciso José Maestre de Laborde, ex-governatore di Barcellona e responsabile della morte di una trentina di sindacalisti. Responsabile della sua morte è un gruppo anarchico.
  • 1931 – USA: a New York nasce Paul Avrich, anarchico e uno storico statunitense.
  • 1984 – Italia: a Fano si svolge il secondo giorno del meeting anticlericale italiano (3/4/5 agosto).
  • 2000 – Francia: a Montélimar muore Salvador Clemente, militante anarco-sindacalista.
  • 2016 – Germania: a Francoforte si apre il X Congresso dell’Internazionale delle Federazioni Anarchiche. I lavori si chiuderanno il 7.

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Il diario di un bambino del G8 Militanza Grafica

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Il libro di un bambino e di sua madre fra le strade di Genova 2001 durante il G8.

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