
Se questa è tregua. Riprendono i bombardamenti e il massacro delle popolazioni palestinesi in Gaza City da parte del esercito coloniale e sionista. Una tregua ad orari alterni. Nella sola giornata di ieri, 65 persone sono state massacrate dal esercito invasore con un tappeto di bombe dal cielo che hanno colpito indiscriminatamente tutti e tutte coloro che si trovavano nei paraggi.
E dopo aver assetato le fauci dei soliti noti, la nota del governo di Tel Aviv di poche ore fa (Fonte ANSA): “La tregua torna in vigore da oggi alle 09 del mattino”. Un’altalena di morte e genocidio, fra una tregua che sa di plastica e qualche dichiarazione che sa di follia dei grandi poteri internazionali.
Mi e ci chiediamo quanti abbiamo applaudito ancora una volta alla solita menzogna e alla solita costruzione deplorevole da parte di un sistema e dei mass media compiacenti urlando e gioendo al grido “Nobel per la pace a …” (al posto dei puntini mettici chi ti pare).
Ma quale pace? Ma quale ferma al genocidio? Non c’è mai stata la reale intenzione d’interrompere l’invasione, ritornare nei confini preposti e disarmare un’esercito del tutto punitivo che ha poco a che vedere con quello che i soliti noti dichiarano essere “forze difensive” o di “protezione”. Ancora una volta, nella notte piovono le bombe. Definisci tregua, ora, mio caro democratico popolare.
Fonte: Repubblica
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