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Anteo Zamboni
Anteo Zamboni

Il coraggio di Anteo Zamboni non morirà mai: Il 31 ottobre 1926 si consumava a Bologna il brutale linciaggio del sedicenne anarchico Anteo Zamboni, massacrato dallo squadrismo dopo aver sparato contro Benito Mussolini in via Rizzoli (il proiettile sfiorò il Duce e colpì la tuba del sindaco). Bloccato inizialmente dal tenente Carlo Alberto Pasolini (padre di Pier Paolo), il ragazzo fu immediatamente trucidato dai manipoli di Leandro Arpinati e Arconovaldo Bonaccorsi.

Il regime fascista strumentalizzò subito il fallito attentato per sferrare il colpo di grazia alla democrazia con le Leggi Fascistissime di novembre: decadenza dei deputati dell’Aventino, soppressione della stampa d’opposizione, reintroduzione della pena di morte e nascita del Tribunale Speciale. Il gesto disperato di Anteo divenne il pretesto per la dittatura a viso aperto, ma la sua memoria resiste intatta nella storia dell’antifascismo.