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Il nostro corpo è solo nostro
Il nostro corpo è solo nostro

Ciclicamente partiti reazionari si scagliano contro i diritti conquistati per alimentare i soliti polveroni digitali e i dibattiti da bar. L’ultima provocazione arriva da Passato Nazionale: a pagina 87 del loro “programma” accusano di “ignoranza lessicale” chi definisce la Legge 194 un diritto. Come andrebbe chiamata una legge che garantisce l’accesso a un percorso di cura nel Sistema Sanitario Nazionale? Non solo: vogliono rendere sistemica la presenza delle associazioni pro-vita nei consultori per “far ascoltare il battito cardiaco” a chi intende abortire. Chiudono questo scempio con citazioni fuori contesto da Leopardi a Madre Teresa, ribaltando la retorica dell’oppresso e dell’oppressore, chiedendo crocifissi ovunque e il divieto di distribuzione ambulatoriale della pillola RU-486. L’anno prossimo si vota per le amministrative e le nazionali e questa gente rischia di entrare in Parlamento come un manipolo reazionario e nostalgico pronto a riscrivere la storia e calpestare la dignità delle persone. È ora di rimettere il discorso sul binario giusto: sul mio corpo decido solo io. L’obiezione di coscienza dei medici non deve più ricadere su chi cerca un’interruzione di gravidanza, costretta a fare centinaia di chilometri a proprie spese. La copertura medica deve essere capillare ed effettiva in tutto il Paese e le associazioni pro-vita devono stare fuori dalle strutture pubbliche. I fondi pubblici vadano alla ricerca e a spazi di ascolto laici, liberi da retorica religiosa e patriarcale. Serve introdurre l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole per prevenire violenze di genere, abbattere l’IVA sui dispositivi medici fino alla gratuita distribuzione e garantire un supporto reale e concreto sul lavoro per chi sceglie di portare avanti una gravidanza, con tutele reali non sottomesse al profitto. Se l’intenzione è quella di colonizzare i corpi delle persone, troverete una resistenza radicale, concreta e oceanica. Statene certi.

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