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Alaska Trump Putin

“Il summit in Alaska fra Putin e Trump è una cagata pazzesca”, avrebbe urlato Paolo Villaggio se al posto della “Corazzata Potëmkin”, gli avessero messo di fronte i titoli dei mass media occidentali. Una cortina di ferro, più gossip che altro, fra due baroni del mondo con le mani sporche di sangue! Uno show alla WWE (federazione americana di wrestling nella quale lo stesso Donald Trump ha recitato, giuro. Era solo il 2023) dove, fra piroette retoriche, risposte slogan e prove di muscoli fra bombardieri nucleari che sorvolano le loro teste, si chiude il sipario su questo “summit” che ce lo si poteva francamente risparmiare. Forse bastava una semplice email per risparmiarci questo show macabro e circense.

L’UE, e nella specificità il nostro governo italiano, in panchina a osservare due dei padroni di questo mondo scarnificare territori e popolazioni, dove la moglie del presidente americano cede una lettera per ricordargli lo strazio dei bambini e delle bambine ucraine, mentre Bibi può procedere al suo genocidio senza alcun problema. Due pesi e due misure. L’unica analisi possibile in questo momento è una e chiara: abbiamo visto il mondo diviso in categorie dove loro, di serie A, se ne infischiano di quello di serie B, C etc.

Sono loro e pochissimi altri (osservatori speciali dello show, come Cina e India) a cambiare e a creare confini, sono loro a muovere guerre e genocidi qua e là per il mondo, sono loro che verranno proposti per il Nobel per la Pace. Come se il boia vincesse il premio per il miglior chirurgo neurologico. Ipocrisia, show, spettacolo. E nel frattempo tutto muore nel nome della loro “democrazia”.

92 minuti d’applausi, si chiude il sipario e tutti tornano a casa. Dai loro uffici a dominare il mondo intero, a colpi di bombe, attentati, speculazioni economiche.

Cose stampate

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