
Morto causa CPR ancora. Ancora una volta. Stiamo parlando della morte di un ragazzo di 25 anni nel CPR di Bari Palese nella giornata di ieri, 11 Febbraio 2026.
Non è un malore. Non è una fatalità. Quando una persona muore sotto la custodia dello Stato, quella morte ha un nome preciso: responsabilità istituzionale. Un altro “malore” (dicono le prime informazioni ovviamente filtrate nda) in un luogo dove l’assistenza medica è un miraggio e il diritto alla salute è sospeso in nome del controllo delle frontiere.
E poi arriva il filo nero che lega queste morti.
Proprio oggi, 12 Febbraio 2026 a Torino arriva la condanna per la morte di Moussa Balde (avvenuta nel 2021). Lo Stato riconosce, con anni di ritardo, che dentro i CPR si può morire per negligenza e disumanità. Ma la lezione non è servita: mentre un tribunale condanna il passato, il presente continua a produrre cadaveri.
I CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio) non sono luoghi di diritto. Sono dei buchi neri dove il corpo umano è ridotto a pratica amministrativa fino a sua estinzione. Luoghi dove il Governo ora vuole ridurre il potere ispettivo a sorpresa nei centri e togliere persino i cellulari, per impedire che le grida da Bari o da Palazzo San Gervasio arrivino fino a noi.
Non potete dirvi “umani” se gestite buchi neri dove la gente entra camminando ed esce dentro una bara. Non potete parlare di “sicurezza” se essa ammazza.
Il CPR di Bari-Palese deve chiudere. Tutti i CPR devono chiudere. Nessun corpo è illegale. Nessuna morte è naturale sotto sequestro.
Cose stampate
-
Palestina in fiore Poster
Fascia di prezzo: da €32,50 a €34,50 -
Profumi di rivoluzione Poster
Fascia di prezzo: da €31,90 a €33,00 -
Partito Comunista Italiano Poster – 100 anni
Fascia di prezzo: da €33,00 a €36,00 -
Quella Sera a Milano – Pinelli Poster
Fascia di prezzo: da €33,00 a €36,00



