
Un’altra morte sul lavoro: stamattina C.S. di 46 anni, addetto all’ispezione delle valvole presso l’Ex-ILVA di Taranto, durante un controllo presso il convertitore numero 3 è precipitato da 8 metri a seguito del cedimento di un grigliato sul quale stava camminando. Un volo mortale, che gli è costato la vita anche a fronte del intervento del personale sanitario. Nella stessa mattinata, sempre a Taranto, un uomo di 42 anni impegnato in un cantiere edile è precipitato al suolo per cause ancora da valutare finendo gravissimo e in prognosi riservata presso l’ospedale Santissima Annunziata.
Ancora sangue operaio sull’altare del profitto. Una strage silenziosa complice di una politica incapace e serva degli interessi del capitale e dello sfruttamento. Non c’è altro modo per delineare i confini di una continua mattanza contro chi ogni giorno produce e con la schiena e con il cervello lavora per portare a casa uno stipendio? A volte, per portare a casa la pelle. Ora basta! Solo nel 2025 sono morte sul lavoro 1450 persone!
Ora basta! La nostra vita non è carne da sacrificare sull’altare del capitale.
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