
Oggi veniva trovato il corpo senza vita di Luigi Tenco a Sanremo nel 1967. Il caso di Luigi Tenco non è solo la cronaca di una tragedia personale, ma rappresenta l’emblema del fallimento di un sistema culturale che, nel 1967, preferì il silenzio della censura al grido della verità. La vicenda di Ciao amore, ciao è, a tutti gli effetti, la storia di un ammutinamento artistico fallito sotto il peso di un perbenismo di Stato che non poteva tollerare la riflessione sociale.
Tutto inizia con un atto di sottomissione forzata. Quella che conosciamo come una canzone di migrazione e nostalgia, in origine si intitolava “Li vidi tornare”. Era un brano ferocemente antimilitarista, un attacco frontale alla logica della guerra. Tuttavia, per poter calcare il palco del Festival di Sanremo senza essere spazzati via dalla mannaia dei censori RAI, Tenco fu costretto a mutare pelle, trasformando l’impegno civile in una “semplice” canzone d’amore. Questa mutilazione testuale fu il primo colpo inferto all’artista: presentarsi al pubblico con una maschera, accettando le regole di un gioco che lo voleva innocuo e allineato.
L’ironia più amara si consuma nella serata dell’eliminazione. Tenco viene escluso per fare posto a brani come Io, tu e le rose e, paradossalmente, La rivoluzione di Gianni Pettenati. Mentre a Tenco veniva impedito di parlare di militari e realtà sociale, il Festival premiava una “rivoluzione” di facciata, edulcorata e masticabile dal grande pubblico.
Il celebre biglietto d’addio di Tenco — quel grido di protesta contro un pubblico che sceglie il disimpegno e una commissione che seleziona il vuoto — non è il gesto di un uomo stanco della vita, ma l’atto finale di un artista che ha compreso l’inutilità di lottare contro un muro di gomma istituzionale.
Ciao Luigi, anche a noi piacerebbe vederli tornare.
Li vidi tornare, Luigi Tenco (testo originale)
Li vidi passare
vicino al mio campo
ero un ragazzino
stavo lì a giocare
Erano trecento
erano giovani e forti
andavano al fronte
col sole negli occhi
E cantavano cantavano
tutti in coro
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao
Ciao amore ciao amore
ciao amore ciao
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao
Avrei dato la vita
per essere con loro
dicevano domani
domani torneremo
Aspettai domani
per giorni e per giorni
col sole nei campi
e poi con la neve
Chiedevo alla gente
quando torneranno
la gente piangeva
senza dirmi niente
E da solo io cantavo
in mezzo ai prati
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao
Ma una sera ad un tratto
chiusi gli occhi e capii
e quella notte in sogno
io li vidi tornare
Ciao amore ciao amore
ciao amore ciao
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao
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