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La scuola è nostra
La scuola è nostra

Scioperiamo oggi perché la scuola è nostra, non dei governi e tantomeno delle guerre. Oggi scioperiamo perché non è possibile avere il 40% degli edifici scolastici pericolanti e in gravi condizioni strutturali, non è possibile subire un precariato di Stato sistemico e continuamente nutrito a colpi di piccole e inutili correzioni, non è accettabile non avere accesso a servizi alla persona come il supporto psicologico o l’educazione sessuo-affettiva, non è tollerabile vedere entrare nelle nostre aule e nei nostri corridoi soldati e ufficiali intenti a fare propaganda militare vendendola come “una bella vita”, non accettiamo che anche in questa striminzita manovra finanziaria presentata dall’attuale governo pochi giorni fa si spenda di più per armi e nuovi giocattoli di morte rispetto al futuro di intere generazioni, così come non possiamo in alcun modo digerire che per rincorrere le imposizioni geopolitiche “made in NATO” sul raggiungimento di una spesa militare complessivamente folle il comparto scuola, invece, stia ben lontano dalla media europea di finanziamento all’istruzione (noi sotto il 4% del PIL, gli altri Stati mediamente sul 4,6% del PIL). Oggi scioperiamo per questo, per il nostro presente e per il domani che vorremmo in un nuovo mondo possibile, dove le priorità si ribaltano a favore di chi, con lo zaino sulle spalle e con tanti sogni nella testa, vorrebbe portare un po’ di luce in un panorama nazionale e internazionale che sa tanto di olio di ricino.