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Quella Sera a Milano era caldo

 

Manifesto in ricordo di Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico ucciso innocente nei locali della Questura di Milano nella notte tra il 15 e il 16 Dicembre 1969.

Progetto creato assieme a Testi Manifesti

Formato A3 – Tecnica mista

 

Quella sera a Milano era caldo ma che caldo, che caldo faceva. «Brigadiere, apra un po’ la finestra» ad un tratto Pinelli cascò. «Signor questore, io gliel’ho già detto, lo ripeto che sono innocente: anarchia non vuoI dire bombe, ma giustizia, amor, libertà». «Poche storie, confessa Pinelli, il tuo amico Valpreda ha parlato: è l’autore del vile attentato e il suo socio, sappiamo, sei tu». «Impossibile – grida Pinelli – un compagno non può averlo fatto e l’autore di questo misfatto tra i padroni bisogna cercar». «Stiamo attenti, indiziato Pinelli, questa stanza è già piena di fumo; se tu insisti apriam la finestra quattro piani son duri da far». Quella sera a Milano era caldo ma che caldo, che caldo faceva. «Brigadiere, apra un po’ la finestra» ad un tratto Pinelli cascò. L’hanno ucciso perchè era un compagno non importa se era innocente; «era anarchico e questo ci basta». disse Guida, il feroce questor. C’è una bara e tremila compagni stringevamo le nostre bandiere in quel giorno l’abbiamo giurato «non finisce di certo così». Calabresi e tu Guida assassini che un compagno ci avete ammazzato l’anarchia non avete fermato ed il popolo alfin vincerà . Quella sera a Milano era caldo ma che caldo, che caldo faceva. «Brigadiere, apra un po’ la finestra» ad un tratto Pinelli cascò.

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