Calendario Militante

18 Ottobre

L’Ottobrata Romana e l’occupazione di Porta Pia (2013)

Il 18 ottobre 2013 documenta il compimento dell’atto conclusivo della tre giorni di mobilitazione e conflitto sociale nota come “Ottobrata Romana”, culminato nel corteo promosso dai sindacati di base (USB, Cobas, UNICOBAS) e dai movimenti per il diritto all’abitare contro le politiche d’austerità del governo Letta. Le fonti sindacali e i reportage d’archivio certificano che l’atto della protesta portò in piazza oltre cinquantamila manifestanti per denunciare il blocco dei contratti, la precarietà strutturale e l’applicazione del Decreto Lupi, bloccando lo snodo viario della capitale con blocchi stradali e presidi sotto i ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture.

L’atto della mobilitazione del 18 ottobre costituì la saldatura tattica e politica tra la vertenza dei lavoratori precari, le lotte territoriali dei TAV/NO TAV e la resistenza abitativa dei coordinamenti di occupazione, ponendo le basi per il corteo del giorno successivo, 19 ottobre. Il documento certifica che la manifestazione di massa sfociò nella storica assedio simbolico del Ministero delle Infrastrutture e nella conseguente edificazione dell’”acampada” permanente a Porta Pia, dove centinaia di attivisti e famiglie prive di alloggio piantarono tende e barricate. Il fatto certifica tecnicamente il compimento dell’Ottobrata Romana come uno dei picchi di massima conflittualità e riappropriazione dello spazio urbano da parte del sindacalismo di classe e dei movimenti sociali italiani nel secondo decennio degli anni Duemila.

Fonti dell’atto della mobilitazione e dei resoconti sindacali: Comunicati ufficiali dell’Unione Sindacale di Base (USB, Dossier 18-19 Ottobre 2013); Archivi del Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa (Roma, 2013); Report d’inchiesta e cronache della testata indipendente Globalproject.info.

Fonti dell’atto d’ordine pubblico e di analisi politica: Verbali della Questura di Roma e della Prefettura (Fondo Manifestazioni e Ordine Pubblico, ottobre 2013); Rilevazioni d’archivio del quotidiano il manifesto (19-20 ottobre 2013).

 

La Notte di Stammheim e la morte dei vertici della RAF (1977)

Il 18 ottobre 1977 documenta il compimento dell’atto di morte all’interno del carcere di massima sicurezza di Stoccarda-Stammheim dei dirigenti storici della Rote Armee Fraktion (RAF) Andreas Baader, Gudrun Ensslin e Jan-Carl Raspe, e il grave ferimento della militante Irmgard Möller. Le fonti giudiziarie e i verbali penitenziari della Repubblica Federale Tedesca (RFT) certificano che l’atto dei decessi — avvenuto nelle ore immediatamente successive all’assalto del GSG-9 a Mogadiscio che pose fine al dirottamento del volo Lufthansa 181 — fu ufficialmente derubricato dalle autorità di Bonn come “suicidio collettivo coordinato”. Il fatto documenta l’atto del rinvenimento di Baader e Raspe colpiti da proiettili d’arma da fuoco alla testa, di Ensslin impiccata alle sbarre della cella e di Möller raggiunta da quattro coltellate al petto a tiro della regione cardiaca.
L’atto della versione di Stato incontrò da subito insanabili incongruenze fisiche, tecniche e logistiche, venendo contestato dalla difesa dei prigionieri, dai movimenti anti-imperialisti europei e dalla storiografia indipendente come un’esecuzione extragiudiziale di Stato. Il documento certifica che la sezione di massima sicurezza di Stammheim era sottoposta a isolamento sensoriale totale, sorveglianza h24 e perquisizioni continue, rendendo tecnicamente inaccessibile l’introduzione autonoma di armi da fuoco (tra cui una FEG 7.65 usata per Baader) e la comunicazione simultanea tra le celle. La testimonianza diretta di Irmgard Möller — unica sopravvissuta all’evento, liberata nel 1994 dopo 22 anni di detenzione — portò a compimento la denuncia della ritorsione istituzionale, dimostrando l’impossibilità autolesionistica delle ferite al polmone inflitte con posate da mensa spuntate. Il fatto certifica tecnicamente il compimento della Notte di Stammheim come punto di svolta e pagina tra le più opache della repressione dello Stato tedesco contro la guerriglia urbana negli anni di piombo.
Fonti dell’atto giudiziario e dei rilievi peritali: Verbali della Procura Superiore di Stoccarda (Untersuchungsbericht Stammheim, ottobre 1977); Referti autoptici del Dipartimento di Medicina Legale dell’Università di Tubinga; Atti del Processo di Stammheim (Oberlandesgericht Stuttgart, 1975-1977).
Fonti dell’atto d’inchiesta e testimonianze politiche: Das Stammheim-Attentat: Morde im Namen des Staates di Irmgard Möller (1997); Dossier dell’International Red Aid ed Amnesty International sulle condizioni di detenzione nei bracci di isolamento della RFT (1977); Archivi storici del Tribunale Russell e del Comitato contro la Repressione.

Cronologia Libertaria

  • 1844 – Italia: a Rimini nasce Amilcare Cipriani, anarchico e comunardo italiano. Cipriani è stato amico di Hippolyte Prosper Olivier Lissagaray, un socialista senza partito, le cui simpatie andavano dai blanquisti anticlericali e agli anarchici.
  • 1881 – Italia: Amilcare Cipriani vine arrestato: l’accusa è quella di aver ucciso un italiano ad Alessandria d’Egitto nel 1867. L’omicidio fu per legittima difesa, ma a quei tempi non esisteva questo aspetto normativo.
  • 1893 – USA: a New York viene arrestata Emma Goldman, anarchica e femminista di origine russa, con l’accusa di aver «incitato alla rivolta».
  • 1911 – Messico: a Huitzililla e Xalostoc gli zapatisti attaccano le truppe governative (vedi Rivoluzione messicana).
  • 1921 – Italia: a Carrara si proclama lo sciopero generale per l’aggressione fascista agli anarchici Alberto Meschi e Italo Bonucelli (ucciso).
  • 1936 – Spagna: a Barcellona si svolge un convegno di 16.000 persone organizzato dalla Federazione Anarchica Iberica, grazie anche all’importante contributo di Emma Goldman. La stessa, durante questo mese, visita il fronte d’Aragona e s’incontra con Buenaventura Durruti. Dal 20 al 26 ottobre, a Valencia, la Goldman si incontrerà anche con l’esiliata Anita e Hanns-Erich Kaminski, visitando i villaggi e le fattorie collettive.
  • 1937: Pedro Herrera attribuisce ad Emma Goldman il ruolo di rappresentante a Londra del SIA (Solidarietà Internazionale Antifascista). SIA si era costituito per fornire sostegno ai rifugiati spagnoli della rivoluzione spagnola.
  • 1956 – Giappone: esce il 13° numero del giornale anarchico Le Drapeau noir (La Nigra flago, in esperanto)
  • 1976 – Francia: a Parigi Laureano Cerrada Santos, anarchico illegalista e anarco-sindacalista spagnolo, viene assassinato.
  • 1981 – Spagna: a Barcellona muore Diego Abad de Santillán, anarchico attivo in Catalogna durante la rivoluzione spagnola.
  • 2000 – USA: a Martin County State Forest, Indiana, Earth Liberation (movimento ecologista radicale e clandestino) compie azioni di sabotaggio.
  • 2004 – Gran Bretagna: muore Fermin Rocker, artista, illustratore e anarchico.
  • 2017 – Argentina: nel fiume Chubut, in Patagonia centrale, viene ritrovato il cadavere dell’anarchico Santiago Maldonado. Era scomparso il 1° agosto scorso.

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