La scomparsa di Camilo Cienfuegos e la memoria della Rivoluzione Cubana (1959)
Il 28 ottobre 1959 documenta il compimento dell’atto della tragica e mai chiarita scomparsa di Camilo Cienfuegos, tra le figure simboliche e militari più rilevanti della Rivoluzione Cubana al pari di Fidel Castro ed Ernesto “Che” Guevara. Noto come il “Comandante del Pueblo” e l’“Héroe de Yaguajay”, Cienfuegos — figlio di esuli anarchici spagnoli e dotato di un profondo legame con le classi popolari — ricopriva il ruolo di capo dello Stato Maggiore dell’Esercito Ribelle al momento della sua sparizione.
L’atto della sua scomparsa avvenne durante il volo di rientro da Camagüey a L’Avana a bordo di un bi-motore Cessna 310, a seguito dell’arresto del comandante Hubert Matos, accusato di sedizione anti-comunista. Nonostante le vaste operazioni di ricerca nell’Oceano Atlantico e nei canali circostanti, non furono mai rinvenuti né i resti dell’aeroplano né i corpi degli occupanti, né fu intercettato alcun segnale di soccorso. Sebbene la storiografia prevalente attribuisca la tragedia a un incidente aereo causato da avverse condizioni meteorologiche e dalla scarsa visibilità notturna, il contesto politico di forte polarizzazione interna al nuovo governo rivoluzionario alimentò contrastanti ipotesi d’attentato, lasciando la figura di Cienfuegos avvolta in un’aura di martirio e mito repubblicano.
Fonti dell’atto storico e biografico: Archivi storici dell’Instituto de Historia de Cuba; Camilo Cienfuegos: El hombre de la sonrisa eterna di William Gálvez (Editorial Ciencias Sociales); Camilo, el comandante del pueblo di Carlos Franqui; Documentazione di bordo dell’Aviazione Civile Cubana (ottobre 1959).
Fonti storiografiche: Cuba: A New History di Richard Gott (Yale University Press); Che Guevara: A Revolutionary Life di Jon Lee Anderson (Grove Press); Resoconti e corrispondenze d’epoca del quotidiano Revolución.