Calendario Militante

20 Novembre

Francisco Franco

Fonte: Focus

La morte di Francisco Franco e il nodo della transizione spagnola (1975)

Il 20 novembre 1975 muore a Madrid il dittatore Francisco Franco, all’età di 82 anni, dopo un lungo declino fisico e una prolungata agonia contesa tra gli apparati del regime. Con la scomparsa del Generalísimo si chiude formalmente una dittatura nazional-fascista durata quasi quarant’anni, instaurata a seguito del colpo di Stato militare del luglio 1936 contro la Seconda Repubblica e consolidata con la vittoria nella Guerra Civile Spagnola grazie al sostegno determinante dell’Italia fascista e della Germania nazista.

Il regime franchista si caratterizza per una repressione capillare e sistematica di tutte le opposizioni politiche, dei movimenti sindacali clandestini e delle identità nazionali periferiche (catalana, basca, galiziana). Tramite l’uso della tortura, le condanne a morte fino alle ultime esecuzioni di militanti dell’ETA e del FRAP nel settembre 1975, e la costruzione di una vasta rete di prigioni e campi di lavoro, il regime mantiene il controllo assoluto del Paese garantendo gli interessi dell’oligarchia agraria, della Chiesa cattolica e delle forze armate.

La morte di Franco apre la complessa fase della cosiddetta Transición democratica sotto la guida della monarchia di Juan Carlos I, designato dallo stesso dittatore come suo successore. Il passaggio alla democrazia parlamentare viene regolato dal Pacto del Olvido (Patto dell’Oblio) e dalla successiva Legge di Amnistia del 1977, un impianto politico-giuridico che garantisce l’immunità totale ai responsabili dei crimini di Stato e delle violazioni dei diritti umani compiuti durante il regime, lasciando non risolta la questione della memoria storica, delle fosse comuni non esumate e della continuità dei quadri franchisti negli apparati statali.

Fonti d’archivio e di Stato: Boletín Oficial del Estado: Declaración de fallecimiento del Jfe del Estado e proclamación de Rey (BOE, Madrid, 20-22 novembre 1975); Ley 46/1977, de 15 de octubre, de Amnistía (BOE n. 249, 1977); Archivi della Comisión de la Verdad sobre los crímenes del franquismo.

Fonti storiografiche: Franco: Caudillo de España di Paul Preston (Grijalbo); El holocausto español: Odio y violencia en la Guerra Civil y luego di Paul Preston (Debate); La transición en España: 1975-1982 di Santos Juliá (Alianza Editorial).


L’apertura del Processo di Norimberga contro i crimini nazisti (1945)

Il 20 novembre 1945 si apre ufficialmente presso il Palazzo di Giustizia di Norimberga il primo e principale processo condotto dal Tribunale Militare Internazionale (TMI) contro i supremi gerarchi del Terzo Reich sopravvissuti alla Seconda guerra mondiale. La scelta della città della Baviera ha un valore fortemente simbolico: Norimberga era stata la capitale ideologica del nazismo, sede dei raduni di massa del NSDAP e luogo di promulgazione delle leggi razziali antiebraiche del 1935.

Imputati nell’aula 600 figurano ventiquattro tra i massimi esponenti politici, militari ed economici del regime — tra cui Hermann Göring, Rudolf Hess, Joachim von Ribbentrop, Wilhelm Keitel e Albert Speer —, oltre a otto organizzazioni naziste (tra cui SS, Gestapo e SD). L’atto d’accusa, presentato dai rappresentanti delle quattro potenze alleate vincitrici (Stati Uniti, Unione Sovietica, Regno Unito e Francia), è articolato su quattro capi d’imputazione principali: cospirazione per il compimento di crimini contro la pace, pianificazione ed esecuzione di guerre d’aggressione, crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

Il Processo di Norimberga codifica per la prima volta nella storia del diritto internazionale la responsabilità penale individuale per i delitti di Stato, superando il principio della sovranità assoluta e il pretesto dell’obbedienza agli ordini superiori per la giustificazione dei massacri. Nonostante i limiti strutturali evidenziati dalla storiografia — legati alla cosiddetta “giustizia dei vincitori” e al mancato perseguimento dei crimini commessi dalle potenze alleate —, i Principi di Norimberga e il materiale probatorio emerso nel corso delle udienze costituiranno la base per la Convenzione ONU sulla prevenzione del genocidio (1948) e per la successiva istituzione della Corte Penale Internazionale.

Fonti d’archivio e di Stato: Trial of the Major War Criminals before the International Military Tribunal (Official Text, International Military Tribunal, Nuremberg, 42 volumi, 1947–1949); Nuremberg Trials Final Report Submitted to the Secretary of the Army di Telford Taylor (Washington D.C., 1949); Archivi storici del United States Chief of Counsel for the Prosecution of Axis Criminality.

Fonti storiografiche: The Anatomy of the Nuremberg Trials: A Personal Memoir di Telford Taylor (Knopf); Nuremberg: Infamy on Trial di Joseph E. Persico (Penguin Books); Guilt, Responsibility and Punishment: Analysis of the Nuremberg Trials di Hans Kelsen (California Law Review).


Cronologia Libertaria

  • 1840 – Francia: a Revel nasce Augustin Avrial, comunardo internazionalista.
  • 1862 – Francia: a Saint-Laurent-Blangy nasce Georges Palante, filosofo propugnatore dell’individualismo aristocratico.
  • 1884 – Belgio: a Bruxelles compare il primo numero di La Société Nouvelle, mensile internazionale (Sociologia, Arti, Scienze, Letteratura), fondato da Pierre Brouez, al quale succederà il fratello Fernand. La rivista cesserà le pubblicazioni nel febbraio 1901.
  • 1892 – USA: alcuni gruppi, paramilitari e non, intervengono per reprimere lo sciopero di Homestead/Carnegie Steel cominciato il primo del mese.
  • 1894 – Italia: a Cicognara (Mantova) nasce Giuseppe Boldrini, anarco-individualista italiano. Insieme ad Ettore Aguggini e Giuseppe Mariani sarà coinvolto nella Strage del Teatro Diana di Milano del 23 marzo 1921.
  • 1896 – Ucraina: a Derazhnia nasce Rose Pesotta, anarco-femminista che sarà attiva negli negli Stati Uniti collaborando principalmente con il giornale anarchico Road to Freedom. Fu anche vice presidente del sindacato americano ILGWU (International Ladies’ Garment Workers’ Unione).
  • 1910 – Russia: ad Astapovo muore Lev Tolstoj, scrittore, pacifista e anarco-cristiano russo. Morì a causa delle conseguenze di una polmonite.
  • 1916 – Francia: a Parigi muore James Guillaume (1844-1916), militante libertario e storico dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori.
  • 1919 – Cina: muore Liu Shipei, anarchico cinese. Aveva appena 36 anni.
  • 1936 – Spagna: a Madrid muore Buenaventura Durruti, sindacalista, rivoluzionario anarchico spagnolo, una delle figure centrali della rivoluzione spagnola.
  • 1957 – Belgio: muore Jean-Baptiste Knockaert, comunista e libero pensatore (ex-anarco-sindacalista).
  • 1965 – USA: a Berkeley, in California, 20.000 persone sfilano contro la guerra in Vietnam.
  • 1975 – Spagna: a Madrid muore il dittatore Francisco Franco. Lentamente il movimento anarchico spagnolo uscirà dalla clandestinità.
  • 1977 – Francia: a Collioure muore suicida Louis Mercier Vega, alias Charles Ridel, anarco-sindacalista e libero pensatore.
  • 2016 – Brasile: si aprono le iniziative organizzate dalla Federação Anarquista Gaúcha per festeggiare i 20 anni di attività.
  • 2024 – Italia: la Corte d’appello di Torino assolve 19 persone tra anarchici e militanti No Tav, imputati di occupazione di edifici (avevano messo su una casa d’accoglienza in un edificio demaniale a Oulx, in Valsusa, per offrire riparo ai migranti tra il 2018 e il 2019), in quanto il reato è giustificato dallo stato di necessità.

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