L’Alluvione di Firenze e la rinascita della tutela del patrimonio artistico (1966)
Il 4 novembre 1966 documenta il compimento dell’atto della devastante Alluvione di Firenze e dell’intero bacino dell’Arno, un evento catastrofico di proporzioni eccezionali che sommerse la città toscana unitamente ad altri centri chiave quali Grosseto e Pontedera. Le rilevazioni idrometriche certificano che l’Arno superò ogni livello mai registrato nella storia cittadina — eclissando il precedente record storico del 3 novembre 1844 —, investendo le campagne e il centro storico con una furia inaspettata. L’ondata di acqua e fango, intrisa della nafta dei serbatoi di riscaldamento domestici, travolse abitazioni, botteghe artigiane e i depositi dei principali complessi monumentali e bibliografici della città.
L’atto di questa catastrofe causò la perdita e il grave danneggiamento di un patrimonio culturale inestimabile: oltre tre milioni di volumi e manoscritti rari vennero sommersi nei sotterranei della Biblioteca Nazionale Centrale, la Porta del Paradiso del Ghiberti sul Battistero vide il distacco di quasi tutte le sue formelle bronzee, e capolavori fondamentali dell’arte occidentale — tra cui il Crocifisso di Cimabue nella Basilica di Santa Croce — subirono danni irreversibili. Il documento certifica tuttavia che l’emergenza diede origine a un fenomeno storico e sociale senza precedenti: la mobilitazione spontanea di migliaia di volontari giunti da ogni parte d’Italia e del mondo, consegnati alla storia con il nome di “Angeli del fango”. Sotto la guida del soprintendente Ugo Procacci, la gestione dei soccorsi e il recupero delle opere segnarono la nascita delle moderne scienze del restauro, elevando l’Opificio delle Pietre Dure e i laboratori fiorentini a punto di riferimento tecnologico e metodologico globale per la tutela dei beni culturali.
Fonti dell’atto idraulico e di pubblica sicurezza: Relazioni d’Ufficio del Genio Civile di Firenze (Archivio di Stato di Firenze, Fondo Alluvione 1966); Verbale delle sedute straordinarie del Comune di Firenze e della Prefettura; Annali Idrologici del Ministero dei Lavori Pubblici (Bacino dell’Arno).
Fonti storiografiche, artistiche e d’archivio: Firenze 1966: L’alluvione e gli Angeli del fango (Archivio Storico dell’Opificio delle Pietre Dure); Rapporti di Restauro e Tutela della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Firenze; Documentazione e cinegiornali dell’Archivio Storico Istituto LUCE e della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.